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martedì 18 settembre 2012

Il carattere di una persona dipende dal cervelletto


Timidi o estroversi? dipende dal cervelletto.
Un gruppo di ricercatori dell’I. R. C. C. S. Fondazione Santa Lucia e dell’Università di Roma Sapienza ha infatti condotto uno studio i cui risultati dimostrerebbero come le differenti dimensioni del cervelletto sarebbero indice di diverse caratteristiche: ad un cervelletto più piccolo, infatti, corrisponderebbe una personalità maggiormente introversa, mentre tale parte del sistema nervoso centrale risulterebbe ben sviluppata nei soggetti evidentemente più audaci ed intraprendenti.

mercoledì 29 agosto 2012

La prima pillola Anticoncezionale per l'uomo


Vi siete mai chieste quanto sia facile per gli uomini avere dei rapporti sessuali sicuri?
Il preservativo da che mondo è mondo non fa ingrassare, ne fa venire la cellulite, ne è invasivo come un anello, ne è visibile come un cerotto, insomma è la donna ad avere la peggio.
I ricercatori statunitensi, però, hanno eseguito una serie di esperimenti che dimostrerebbero l'efficacia del primo contraccettivo per via orale per uomo. Nonostante si sia ancora molto lontani dalla realizzazione di questa che si annuncia come una rivoluzione in materia, gli scienziati del Dana-Farber Cancer Institute e del Baylor College of Medicine (Usa) stanno procedendo nella giusta direzione.
I ricercatori, sullo studio pubblicato dalla rivista scientifica Cell, spiegano di aver messo a punto e testato un composto di piccole molecole con funzione contraccettiva, ma reversibile, sperimentandolo sui topi maschi. Le prove hanno dimostrato che il composto, chiamato JQ1, penetrando attraverso il tessuto sanguigno del testicolo, arriva a interrompere la spermatogenesi, il processo attraverso il quale si sviluppano spermatozoi maturi. Il risultato è una diminuzione del numero e della qualità degli spermatozoi che permettere la riduzione delle probabilità di fecondazione dell'ovulo femminile.

lunedì 20 agosto 2012

Le donne bevono più degli uomini durante il matrimonio

L'American Sociological Association, Sabato scorso ha pubblicato i risultati di uno studio sul matrimonio, rivelando che mentre gli uomini bevono di meno dopo il "SI" le donne iniziano a bere di più.I ricercatori hanno esaminato gli stili di vita delle donne coniugate, divorziate e vedove e hanno scoperto che quelle sposate consumano più alcol.Al contrario   gli uomini felicemente sposati, secondo lo studio americano, bevono meno degli amici single, e ancora meno dei divorziati.il perchè: le donne bevono di più a causa dei loro mariti che tendono ad avere delle cattive influenze sulle loro scelte, mentre le mogli sono più propense ad ascoltarli e ad allontanarli dalla bottiglia. Questa la conclusione del gruppo di ricercatori, guidati dal sociologo Corinne Reczek dell'Università di Cincinnati, che ha esaminato 120 interviste dei diversi stili di vita in Wisconsin.Insomma dopo un lutto o una rottura gli uomini bevono molto, le donne invece alzano di più il gomito quando sono felicemente coniugate.Le persone sposate hanno un tasso più basso di morte prematura, che potrebbe essere in parte spiegato con le loro abitudini di consumo.i ricercatori visti i risultati hanno intenzione di ampliare le loro ricerche e concretizzarle il più possibile.


Ricerca vittoriosa: scoperta proteina che uccide il cancro

Nuova scoperta dei ricercatori italiani per la lotta contro il cancro. L'Istituto dei Tumori di Milano infatti ha trovato una proteina, la DBC1, capace di stroncare la vita alle "indistruttibili" cellule tumorali, permettendo, al contrario di quanto in natura avviene, di farle invecchiare e poi morire:  la scoperta, pubblicata oggi sull'eminente Journal of Molecular Cell Biology, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali, potrebbe aprire la strada a nuove terapie anti-tumorali basate su trattamenti innovativi che prevedano l'aumento nell'organismo della proteina DBC1.
"In pratica la proteina DBC1 si attacca alla SRT1 e "inibisce" la SRT1 - spiega Laura Zannini, ricercatrice del Dipartimento di Oncologia sperimentale e medicina molecolare dell’Istituto Nazionale dei Tumori - .A quel punto si attiva la b53 che fa trascrivere altri geni e questo porta alla morte della cellula danneggiata. Lo studio è iniziato circa 3 anni fa e abbiamo lavorato su vari tipi di linee cellulari che derivano dal tumore. Ora ci concentreremo sempre di più sul ruolo di DBC1 e SIRT1 nello sviluppo e nella progressione del tumore alla mammella. E' in questo settore che abbiamo avuto risultati incoraggianti", spiega ancora Zannini.
Analizzando la proteina gli studiosi ne hanno rilevato degli effetti benefici anche nella regolazione del metabolismo e dell'invecchiamento cellulare ipotizzandone un uso anche nella cura di obesità e diabete. "La nostra ricerca - rivela Domenico Delia, responsabile della Struttura meccanismi molecolari di controllo del ciclo cellulare - ha studiato in particolare la presenza di queste proteine e come interagiscono tra loro nei tessuti del tumore del seno, ma queste molecole sono presenti e coinvolte nel ciclo vitale di tutte le cellule e questo implica che i risultati di questa ricerca sono applicabili a diverse forme di cancro. Si aprono quindi importanti prospettive di ricerca - prosegue Delia - possiamo studiare nuove strategie terapeutiche che aumentino la presenza nell’organismo e nei tessuti del tumore di DBC1, contrastando così l’azione di ringiovanisce di SIRT1 e spingendo al suicidio le cellule tumorali” anche se, come aggiunge - ci vorranno ancora anni "prima di avere un applicazione clinica di questo meccanismo". 

foto Repubblica.it